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Innovare la formazione

Carlo Barberis - HumanTraining

L’assenza di prospettive per una vera e marcata ripresa certificano il sostanziale fallimento del framework europeo di politica economica. Tra gli economisti vi è ormai una diffusa consapevolezza di questo fallimento e aumenta il consenso nei confronti di uno schema radicalmente alternativo alle politiche per la ripresa. Tale schema vede affrancare da un lato l’utilizzo di misure monetarie d’immissione della liquidità
che la BCE ha preso a perseguire in modo più deciso, dall’altro la svalutazione della nostra moneta che pone le basi per l’aumento delle esportazioni e dall’altro ancora la sensibile diminuzione del costo del greggio.

Tali elementi di politica economica si rileveranno utili se combinati dal cambio di paradigma relativi all’esigenza di re-immaginare, ri-pensare ri-formare l’impresa ed il management in linea con i mega trend che obbligano le organizzazione a bilanciare competitività, utili e responsabilità sociale.

Responsabilità sociale che deve certamente considerare i giovani come asset strategico per il futuro, consolidando una consistente alleanza scuola-impresa attraverso lo sviluppo di un sistema educativo che permetta un’integrazione dell’apprendimento in aula con quello in azienda attraverso un raccordo curriculare. I riferimenti del passato si rilevano obsoleti, poiché le nuove condizioni che si presentano demarcano una nuova stagione di confronti e di ricerche di nuovi modelli.

In effetti, le proiezioni al 2020 sulla domanda e offerta di lavoro, evidenziano che il nostro Paese rischia di farsi trovare impreparato ai prossimi cambiamenti del mercato del lavoro.
Il fulcro o ancor meglio l’agente di cambiamento sono il management e le risorse umane il suo propellente è la formazione in qualità di forza centrifuga che sostiene il cambiamento atto a ri-formare culturalmente gli approcci e gli atteggiamenti mentali.

Innovare il modo di fare formazione individuando innanzitutto i suoi beneficiari e le sue finalità che non possono negare gli evidenti disequilibri tra domanda e offerta di competenze nel mercato del lavoro. Per questo è indispensabile spostare ma relativi all’esigenza di re-immaginare, ri-pensare ri-formare l’impresa ed il management in linea con i mega trend che obbligano le organizzazione a bilanciare competitività, utili e responsabilità sociale.

Responsabilità sociale che deve certamente considerare i giovani come asset strategico per il futuro, consolidando una consistente alleanza scuola-impresa attraverso lo sviluppo di un sistema educativo che permetta un’integrazione dell’apprendimento in aula con quello in azienda attraverso un raccordo curriculare.

I riferimenti del passato si rilevano obsoleti, poiché le nuove condizioni che si presentano demarcano una nuova stagione di confronti e di ricerche di nuovi modelli.
l’attenzione dai fattori di input della formazione ai risultati delle esperienze di apprendimento, comunque si siano realizzate. Per affrontare questa sfida – una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire e progettare la formazione – emerge come improcrastinabile la messa a punto di coerenti e duraturi strumenti di monitoraggio e valutazione degli esiti .

È indispensabile che mondo della formazione e del lavoro utilizzino il linguaggio delle competenze per poter mettere in trasparenza e giocare d’anticipo sulla domanda e l’offerta di professionalità.

Carlo Barberis

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